| E’ lunghissimo l'elenco di sagre e fiere paesane di artigianato e di esposizione di prodotti
locali e non, dove è facile imbattersi in oggetti d'epoca o semplicemente usati. Citiamo ad
esempio l'appuntamento di Sant'Antioco in provincia di Cagliari ogni martedì, di Oliena e Macomer
in provincia di Nuoro, ogni mercoledì e venerdì, di Arborea in provincia di Oristano, il venerdì,
e di Alghero in provincia di Sassari ogni mercoledì.
In Sardegna le feste servono a tramandare le danze folcloristiche e per far divertire la gente
con spettacoli di musica. Importante anche ricordare gli splendidi costumi tradizionali
riccamente lavorati.
Anche i cavalli sono generalmente protagonisti delle feste sarde, come nella S'Ardia di Sedilo
in provincia di Oristano, dedicata all'imperatore Costantino, qui venerato come santo, per la sua
vittoria contro Massenzio. La festa di S'Ardia (ardia deriva dal verbo "bardiare", che significa
proteggere, fare la guardia) si svolge con una corsa di galoppo su un percorso accidentato :
i pratecipanti ricordano il coraggio e l'abilità dei cavalieri che in antichità sacrificarono
la vita in difesa della Santa Croce.
Il pomeriggio del 6 luglio ha luogo la prima cavalcata che si ripete il giorno seguente ,
nei pressi del santuario di San Costantino. Alla corsa, partecipano fantini provenienti da
tutta l'isola, guidati da un "alfiere", che rappresenta Costantino che seleziona i suoi "secondi"
che hanno la funzione di impedire agli altri cavalieri di superarlo. Il sincado e le autorità del
comune seguono cavalli e cavalieri fuori dal paese, dove è eretta una croce: qui inizia il galoppo
spericolato, guidato dall'alfiere, che da il via senza preavviso, intorno alla chiesa, per
un numero imprecisato di giri. Poi inizia il rito di esibizione selvaggia equestre prima di
ritornare alla chiesa, tra le grida della folla atte a fare imbizzarrire i cavalli.
Il Palio di Fonni vede parimenti protagonisti cavalli e fantini in una corsa che non si svolge
solo sull'isola, ma in tutt'Italia, con un fantino in rappresentanza di ogni comune. I fantini
devono fare sfoggio di vere e proprie acrobazie, per vincere i ricchi premi in palio. Anche in
questa occasione i fantini indossano i costumi tradizionali.
Sempre a Fonni in provincia di Nuoro, si celebra la festa di San Giovanni, nella quale si svolge
una corsa di cavalli e durante la quale a tutti i concorrenti viene distribuito un pane a forma
di uccellino, chiamato "su pigione".
A Bono in provincia di Sassari a fine agosto viene festeggiato il patrono, San Raimondo Nonnato,
mediante una processione davvero particolare: un carro trainato da buoi viene accompagnato da tutta
la popolazione, e sul carro si trova una grande zucca. Il corteo giunge in collina, davanti alla
chiesa di San Raimondo, dalla quale la zucca viene fatta rotolare giù: Questo atto simbolico celebra
un fatto storico della fine del '700, quando il comune combattè contro il potere regio. Contro il
comune venne inviato un esercito per sedare i tumulti, ma i soldati trovarono il paese disabitato.
Dalla chiesa di San Raimondo, gli abitanti nascosti "rotolarono giù", sorprendendo vittoriosamente
il nemico.
A Cabras in provincia di Oristano ha luogo la Corsa degli scalzi, durante la processione per
San Salvatore: la statua del santo viene portata al santuario da un gruppo di giovani scalzi,
di corsa. Così viene rievocato un episodio di cinque secoli prima quando, sopravvissuti a una delle
scorrerie dei saraceni, gli abitanti del comune tornarono di nascosto a prelevare la statua del loro
santo patrono sottraendola ai nemici. Oggi i corridori, vestiti di bianco e a piedi nudi, trasportano
la statua del santo per diversi chilometri, da Cabras a San Salvatore.
A Selargius in provincia di Cagliari viene rievocata la Cerimonia dell'antico sposalizio di che si
svolge secondo i rituali delle funzioni matrimoniali del campidano. Il cerimoniale coinvolge l'intera
popolazione e comincia con la benedizione degli sposi, nei costumi tradizionali sardi, davanti alla
casa dei genitori della coppia. Padri e madri a turno pongono sulle teste degli sposi inginocchiati
grano, sale e monete, in segno di prosperità e fortuna. Amici e parenti formano poi due cortei, per
accompagnare i futuri sposi fino in chiesa. Durante il percorso ricevono benedizioni e auguri da tutto
il paese. Il matrimonio viene celebrato in lingua sarda e gli sposi vengono legati da una catena nuziale,
simbolo del vincolo indissolubile, mentre gli organi e le "launeddas" suonano le musiche tradizionali.
| |